muratore arnone

Mancano 3 secondi alla fine di Svincolati Milazzo-GM Basket Academy, il momento è di massima tensione, con gli ospiti sotto 79-80 e una partita in bilico. La GM ha sofferto, ha rimontato, ha strappato un supplementare e ora è lì, ancora a rischio sconfitta.

Tre secondi alla sirena, quanto basta per confezionare un finale Minors, di quelli che piacciono tanto a chi ama la parte genuina di questo sport. In panchina, accanto a coach Franco Lanfranchi, ci sono Roberto Muratore e Paolo Arnone, assistant coach "silenti" ma devoti questo meraviglioso sport, gente che ha fatto tutto solo per passione del basket. Anni di studio, corsi, poi il conseguimento del patentino da allenatore e infine la panchina: che in questa stagione è significato gestire un gruppo consolidato, con abilità e impegno, mantenendo un rapporto di meravigliosa collaborazione col capo-allenatore e "familiare" con la squadra.

La storia è un susseguirsi d'istantanee con protagonisti sempre diversi. Succede che il Green abbia palla in mano per gli ultimi secondi e lì arriva il momento in cui i nostri eroi silenziosi prendono il controllo: timeout chiamato da Paolo Arnone. Durante la sospensione, da un Muratore all'altro, la richiesta di disegnare lo schema vincente. Coach Roberto spiega cosa fare, si torna in campo e il gruppo esegue alla perfezione: la palla arriva a Forzano, che guadagna due tiri liberi, mette il 2/2 e decide la partita. Dopo il tiro della disperazione di Milazzo, finito sul ferro, il tripudio: è vittoria 80-81, la squadra nell'euforia generale si scatena e parte anche l'abbraccio anche con quegli assistenti silenziosi che, nel momento decisivo, hanno fatto la differenza.

Sono queste le storie che nobilitano questo gioco: c'è un eroe in campo, chi ha realizzato i tiri liberi vincenti; c'è un eroe dietro le quinte, il consigliere che rende possibile raggiungere il risultato; c'è lo spirito di gruppo, il grande affiatamento tra squadra e coach, c'è la scoperta di un prezioso valore aggiunto che in una stagione può fare la differenza tra una vittoria e una sconfitta. Si tratta delle classica storia di questo basket che spesso si fa fatica a valorizzare, è questa l'importanza di chiamarsi Minors.

Ufficio Stampa Green Basket